{"id":12100,"date":"2026-06-08T17:04:25","date_gmt":"2026-06-08T15:04:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/?p=12100"},"modified":"2026-06-08T17:04:26","modified_gmt":"2026-06-08T15:04:26","slug":"e-archiving-eidas2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/news\/e-archiving-eidas2\/","title":{"rendered":"Il servizio di e-archiving, tra presente e futuro."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Un caff\u00e8 con Patrizia Sormani &#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Laureata in economia e commercio e poi in giurisprudenza, Patrizia Sormani ha iniziato la sua carriera nel diritto tradizionale. \u201cPoi un giorno mi hanno messo in mano un pezzo di plastica con cui firmare\u2026 Era una smart card: dopo un momento di sconcerto, scatt\u00f2 una scintilla di curiosit\u00e0 che poi avrebbe ispirato tutto il mio percorso professionale successivo\u2026\u201d, racconta sorridendo. Nella propria carriera, Sormani ha infatti guidato numerose imprese nella trasformazione digitale, con un focus sulla custodia dei documenti e sugli standard collegati. Oggi \u00e8 consulente nella transizione digitale, anche per aziende che erogano servizi digitali &#8211; in primis, Intesi Group con cui collabora gi\u00e0 da anni &#8211; ed \u00e8 anche Presidente di <strong>ANORC Mercato<\/strong>, l\u2019Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:20% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/05\/foto_Patrizia_Sormani.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12101 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/05\/foto_Patrizia_Sormani.png 300w, https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/05\/foto_Patrizia_Sormani-200x200.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p><strong>Nell\u2019aprile 2025, avevamo riferito la sua opinione sull\u2019e-archiving: cos\u2019\u00e8 successo da allora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Beh, mille cose! E mille ancora dovranno accadere\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Se, circa un anno fa, il Regolamento eIDAS 2.0 aveva incluso l\u2019e-archiving nel novero degli strumenti strategici per garantire la fiducia nelle transazioni digitali, da qualche mese \u00e8 stato pubblicato l\u2019Implementing Act definitivo in Gazzetta Ufficiale dell\u2019UE con l\u2019entrata in vigore del Regolamento di esecuzione UE 2025\/2532.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo Regolamento di attuazione ha rappresentato una svolta importante, perch\u00e9 ha dato indicazioni pratiche e concrete per l\u2019implementazione dell\u2019e-archiving, referenziando lo standard europeo CEN\/TS 18170:2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto, nella sua accezione di servizio fiduciario qualificato, l\u2019e-archiving prevede la presunzione legale forte e, quindi, garantisce l\u2019integrit\u00e0 e autenticit\u00e0 dei dati e documenti conservati.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:0px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Chi offriva il servizio di conservazione, se vorr\u00e0 erogarlo in modo qualificato, dovr\u00e0 dunque certificarsi: \u00e8 un percorso complesso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Indubbiamente, non sar\u00e0 facile perch\u00e9 il processo di qualificazione \u00e8 alquanto articolato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi \u00e8 gi\u00e0 QTSP per altri servizi &#8211; come Intesi Group &#8211; avr\u00e0 indubbiamente un vantaggio: la consapevolezza dell\u2019impegno da affrontare e l\u2019attitudine alla sfida e ai tipici cambi di marcia in corso d\u2019opera. Ad esempio, anche se \u00e8 appena uscita la prima versione dello standard CEN, probabilmente gi\u00e0 a luglio ne uscir\u00e0 una seconda\u2026 Uno scenario tutt\u2019altro che statico. Ma Intesi Group sta gi\u00e0 lavorando sulla certificazione della long-term preservation (art. 34 del Regolamento eIDAS), il servizio ancillare all\u2019e-archiving che mette al riparo i certificati di firma digitale dall\u2019obsolescenza tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La certificazione si tradurr\u00e0 in una selezione naturale tra i provider?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo che il mercato sia a una svolta, per diverse ragioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni provider si chiedono perch\u00e9 affrontare gli oneri di un servizio qualificato europeo, soprattutto quando gestiscono documenti con rilevanza relativa. Altri, come Intesi Group, vogliono certificarsi perch\u00e9 vedono nell\u2019offerta dell\u2019intero set di servizi fiduciari qualificati, previsti da eIDAS, un indubbio valore aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungiamo il fatto che la normativa presenta ancora alcuni nodi da sciogliere e ci\u00f2 contribuisce a un certo stallo. Anche se l\u2019Italia \u00e8 pioniera in materia di conservazione digitale, l\u2019Europa non avrebbe potuto imporre il nostro modello agli altri Stati membri. Ma la normativa europea \u00e8 immediatamente attuativa e l\u2019Italia deve adeguarsi. In questo scenario, un punto spinoso riguarda la non obbligatoriet\u00e0 dell\u2019e-archiving qualificato: l\u2019UE ha infatti stabilito che il servizio pu\u00f2 essere erogato anche in modalit\u00e0 non qualificata e la legge italiana non potr\u00e0, quindi, limitare tale possibilit\u00e0. Ma quali documenti dovranno essere conservati in modo forte e sulla base di quali criteri? \u00c8 auspicabile che il distinguo &#8211; in virt\u00f9, ad esempio, del considerando 66, che legittima un trattamento diverso per gli archivi pubblici &#8211; dipenda dalla natura giuridica dei soggetti titolari, privati o pubbliche amministrazioni, e non dalla tipologia documentale che complicherebbe la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9, i CAB italiani (Conformity Assessment Body) sono in attesa di schemi di certificazione chiari: potenzialmente, ci sarebbe il rischio che i nostri provider si rivolgano a CAB esteri o che provider esteri &#8211; gi\u00e0 certificati a livello europeo &#8211; propongano i loro servizi e si espandano anche nel nostro mercato\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comunque, perch\u00e9 le aziende dovrebbero preferire un servizio di e-archiving che sia qualificato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Semplice, come detto, i sistemi qualificati godono della presunzione forte di integrit\u00e0 e autenticit\u00e0 e un\u2019apposita ricevuta documentale lo attesta fin dalla presa in carico: una prova concreta e opponibile a terzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, preservare un archivio digitale non significa fare semplice storage in cloud ma deve garantire la leggibilit\u00e0 dei documenti per tutta la durata del periodo di conservazione, che pu\u00f2 essere molto lungo e al di l\u00e0 dell\u2019obsolescenza tecnologica. Evolvendo rapidamente formati e infrastrutture, un servizio qualificato garantir\u00e0 il riversamento di documenti da formati obsoleti ad altri gestibili, senza comprometterne l\u2019integrit\u00e0 e con meccanismi di verifica automatica, magari a campione, che attestino la corrispondenza tra il file originale e quello convertito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutto questo \u00e8, ovviamente, di enorme rilievo nel contenzioso e per gli accertamenti delle autorit\u00e0. E in altri ambiti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La parola chiave \u00e8 <em>valore<\/em>. Oggi tendiamo a sottovalutarlo perch\u00e9 possiamo duplicare un documento digitale infinite volte, senza sforzo e senza averne percezione fisica. E ce ne rendiamo conto se pensiamo alla trascrizione a mano dei documenti presenti negli archivi storici o alle copie \u201cin bella\u201d che i professori ci chiedevano a scuola per i temi in classe. Invece i documenti digitali, ancorch\u00e9 sia cambiato il loro supporto, possono avere &#8211; al di l\u00e0 dell\u2019obbligo normativo &#8211; un valore davvero significativo, ad esempio costituiscono un patrimonio per la memoria storica e aziendale. In tal senso, \u00e8 auspicabile che &#8211; si costruisca una tassonomia dei documenti aziendali, in base alla loro rilevanza giuridica e non solo: a quel punto, sar\u00e0 consequenziale scegliere nel caso quali affidare a un provider qualificato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali settori sono pi\u00f9 pronti per questa svolta nella conservazione documentale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se pensiamo soltanto al servizio di e-archiving, tutto il mondo corporate sar\u00e0 interessato a muoversi tempestivamente, sia per la maggiore capacit\u00e0 d\u2019investimento sia per esigenze di audit e compliance: in particolare, realt\u00e0 strutturate del mondo bancario e assicurativo, societ\u00e0 sottoposte a vigilanza e anche multinazionali con filiali in pi\u00f9 Paesi europei che beneficerebbero di un servizio unico internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece consideriamo l\u2019e-archiving come parte di un ecosistema, il pensiero va immediatamente all\u2019EUDI Wallet, che conterr\u00e0 dati, attributi e documenti: preservare nel tempo le transazioni basate su questi elementi sar\u00e0 fondamentale e possibile con un sistema di servizi qualificati e integrati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In sintesi, qual \u00e8 la sua valutazione generale attuale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci troviamo in uno scenario dinamico, in via di definizione, con tante sfide e tante opportunit\u00e0. I provider italiani sono impazienti di certificarsi per non perdere competitivit\u00e0; i titolari dei documenti vogliono un quadro chiaro su cui basare le proprie scelte; le istituzioni devono prendere una posizione in tempi rapidi. Credo che i prossimi sei mesi saranno a dir poco frenetici!<\/p>\n\n\n\n<p>Allora appuntamento in autunno con Patrizia Sormani: di nuovo su questa newsletter, per commentare insieme un\u2019ulteriore tappa dell\u2019evoluzione dell\u2019e-archiving.<a id=\"_msocom_1\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un caff\u00e8 con Patrizia Sormani &#8230; Laureata in economia e commercio e poi in giurisprudenza, Patrizia Sormani ha iniziato la sua carriera nel diritto tradizionale. \u201cPoi un giorno mi hanno messo in<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12103,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[308,304,24,307,37],"class_list":["post-12100","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tag-coffetech","tag-e-archiving","tag-eidas","tag-newsletter","tag-qtsp"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12100"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12104,"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12100\/revisions\/12104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intesigroup.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}