
Fiducia digitale: perché il 21 maggio merita una celebrazione
21 maggio 2026: una data da cerchiare in rosso.
No, non per celebrare il novantanovesimo anniversario della prima trasvolata atlantica senza scalo completata da Charles Lindbergh…
Per un’altra impresa: sicuramente meno romantica e simbolica ma altrettanto …sfidante e onerosa. Almeno per chi lavora nei servizi fiduciari qualificati, come noi di Intesi Group.
Vediamo perché.
Da eIDAS a eIDAS 2.0
Era il 2014 quando è stato ufficialmente introdotto il Regolamento eIDAS le cui prescrizioni hanno, da allora, disciplinato i trust services a livello europeo.
Fu una svolta epocale che però, con il passare degli anni e in un mondo che ha continuato a correre a una velocità senza precedenti, ha cominciato a mostrare qualche crepa: regole nazionali disomogenee, standard tecnici frammentati, livelli di sicurezza variabili da Stato a Stato, e così via.
Per questo, due anni fa, è entrato in vigore eIDAS 2.0: non soltanto una nuova versione del regolamento, ma un cambiamento dall’impatto rivoluzionario sugli operatori di settore e – nel prossimo futuro – anche sulla vita di imprese e cittadini.
Il traguardo odierno
Ma per quale ragione il 21 maggio 2026 è così importante?
Perché segna una delle ultime e più rilevanti tappe fissate dagli Implementing Acts, fondamentali per l’attuazione del nuovo Regolamento: oggi, infatti, scatta la scadenza per l’adeguamento agli standard tecnici stabiliti per le firme e i sigilli elettronici avanzati e per la gestione remota dei dispositivi qualificati (QSCD/HSM).
Per noi di Intesi Group, come per altri provider europei di servizi fiduciari qualificati (QTSP), è l’approdo di un lungo e serrato percorso di adeguamento che ha scandito tutto il nostro 2025.
Sono stati necessari importanti investimenti tecnici, organizzativi e di certificazione nonché le preziose competenze dei nostri professionisti, che ci hanno consentito – ancora una volta – di risultare perfettamente al passo di uno scenario inedito e drasticamente cambiato dalla profonda riscrittura delle regole compiuta dalla UE.
In breve, cosa cambia
Ecco le novità principali: l’apertura strutturata all’identificazione a distanza, l’introduzione di standard tecnici comuni UE e di requisiti di sicurezza molto più rigorosi per verificare identità e attributi degli utenti.
In pratica si è lavorato intensamente sia per rendere i dispositivi HSM (Hardware Security Module) -usati per la creazione di firme remote e sigilli – conformi alle nuove specifiche tecniche, sia per allineare la verifica dell’identità da remoto ai nuovi standard ETSI.
Si passerà da un puzzle frammentato e disordinato in un quadro sempre più armonico grazie a una cornice adeguata e vincolante per tutta l’Unione europea.
L’impatto sugli utenti
Chi usa i servizi di firma digitale – imprese, professionisti e cittadini – si troverà a interagire con processi di identificazione più strutturati e standard di verifica uniformi in tutta l’UE. In particolare, per molte organizzazioni significherà aggiornare workflow, integrare nuovi passaggi di verifica, rivedere sistemi. Non è un lavoro da poco, ma indubbiamente premiante: è l’occasione per costruire processi più solidi, più sicuri e più riconoscibili su scala europea.
La corsa continua e, in quest’ottica, il 21 maggio non è una linea di arrivo ma, piuttosto, un nuovo blocco di partenza.
Verso il Wallet europeo
La scadenza di oggi non si può leggere senza tenere d’occhio il traguardo più ambizioso dei prossimi mesi: entro la fine del 2026, ogni Stato membro dovrà rendere disponibile almeno un EUDI Wallet, il portafoglio di identità digitale europeo che – come noto – permetterà ai cittadini di gestire la propria identità e i propri attributi qualificati in modo sicuro, portabile e pienamente riconosciuto in tutta l’Unione europea. Ad esempio: patente, titoli di studio, tessera sanitaria, e molto altro ancora…
Tra l’EUDI Wallet e gli standard tecnici che entrano in vigore oggi c’è una connessione strettissima: senza un’infrastruttura robusta e omogenea di firme qualificate e identity proofing, il Wallet non può essere né sicuro né davvero interoperabile tra gli Stati membri.
In sostanza, oggi prende vita la base tecnologica su cui poggerà l’identità digitale europea di domani.
Intesi Group è già pronta!
Sì, lo diciamo con orgoglio: abbiamo giocato d’anticipo su questa scadenza. E non l’abbiamo fatto per obbligo, ma per una visione. Crediamo, infatti, che la fiducia digitale non si costruisca all’ultimo minuto. Oggi siamo dunque pienamente conformi ai nuovi requisiti di eIDAS 2.0 e siamo pronti per supportare i nostri clienti in ogni adeguamento necessario.
Insomma, oggi 21 maggio ci meritiamo un attimo di respiro. Ma, già domani, riprenderemo la strada che percorriamo da sempre: quella verso il futuro.