Intesi Group vince il CSC Interoperability Event 2026: il valore di un premio.

Eccellenza, lavoro di squadra e visione sul futuro della firma remota in Europa

Intesi Group aggiunge una medaglia prestigiosa al proprio curriculum di protagonista del mondo dei Trust Services. Durante il CSC Interoperability Event 2026, svoltosi a Bucarest gli scorsi 17 e 18 marzo, il team composto da Francesco Barcellini, Daniele Ribaudo, Marco Monacelli e Viky Manaila si è aggiudicato la vittoria nel contest relativo ai test di interoperabilità.
Tale successo è ancora più rilevante alla luce del ruolo strategico che il Cloud Signature Consortium (CSC) riveste a livello internazionale.
Il CSC è nato nel 2016 per promuovere la standardizzazione di firme digitali nel cloud altamente sicure e conformi alle normative. Fin dalla sua costituzione, Intesi Group ne è stata protagonista: socia fondatrice, contribuisce attivamente alla definizione degli standard tecnici e alla guida dell’organizzazione.

 “Il CSC riunisce organizzazioni industriali, governative e accademiche di tutto il mondo, accomunate dall’impegno a costruire un ecosistema di firma digitale sicuro e interoperabile. E siamo onorati di farne parte. Il suo riferimento principale sono i rigorosi requisiti di eIDAS, il Regolamento dell’Unione Europea sull’identificazione elettronica e sui servizi fiduciari, che ha ispirato fin dall’inizio il lavoro del CSC e nostro e che continua a guidarci nella costruzione del futuro dell’identità digitale europea”, così Viky Manaila, Trust Services Director di Intesi Group e Presidente del CSC, inquadra la natura e la missione del Consorzio.

Il Consorzio è nato per definire   uno standard per la firma remota che ha ricevuto il fondamentale contributo di Intesi Group dagli albori e fino all’ultima versione API CSC v2.2. Ciò che rende oggi questo standard ancora più rilevante è la sua crescente centralità nel quadro normativo europeo: nell’ultimo anno, lo standard CSC è stato menzionato tra i possibili standard di riferimento per la firma remota tramite l’EUDI Wallet – il portafoglio europeo di identità digitale – dando un forte impulso alle attività di sviluppo e all’interesse della community.

A Bucarest, interoperabilità messa alla prova

Al recente evento del CSC in Romania, hanno partecipato fornitori di EUDI Wallet, Qualified Trust Service Providers (QTSP) e innovatori tecnologici da tutta Europa: 18 organizzazioni diverse di cui 13 direttamente impegnate nelle sessioni di testing e tra di esse, oltre a Intesi Group, gli altri primari player italiani.

“Il meeting di Bucarest ha raggiunto il suo obiettivo: compiere un importante passo avanti nella promozione dell’interoperabilità all’interno dell’ecosistema europeo dell’identità digitale – spiega Francesco Barcellini, Responsabile dei Servizi Fiduciari Qualificati di Intesi Group e membro del Technical Committee del CSC –  Quando si scrive un nuovo standard, l’unico modo per verificarne la solidità è convocare le aziende che hanno sviluppato soluzioni basate su di esso e sottoporle a prove di interoperabilità per verificare l’esito delle rispettive implementazioni. Questo era l’obiettivo dell’evento romeno e, grazie al contributo di tutti noi, è stato pienamente raggiunto.”

Il format scelto dagli organizzatori era volutamente collaborativo: in una logica di “tutti testano tutti”, ciascun team ha verificato le soluzioni degli altri, con una matrice di compatibilità che – durante il testing e al suo termine – ne ha misurato il grado di interoperabilità, fotografando in modo trasparente chi era pronto e chi meno.

Una sfida complessa

Per quanto riguarda Intesi Group, le verifiche compiute dai partecipanti hanno riguardato la sua soluzione di firma remota, radicalmente aggiornata per stare al passo con l’evoluzione dello standard dalla sua versione originaria del 2016 a quella nuova in fase di finalizzazione. E non solo, visto che il suo adeguamento è funzionale alla necessaria integrazione con l’EUDI Wallet di prossimo avvento.

 Un lavoro profondo e tutt’altro che semplice, che ha richiesto di conciliare due esigenze: garantire la piena compatibilità con il nuovo standard e, al tempo stesso, preservare la compatibilità con i servizi attualmente erogati ai clienti Intesi Group.

“Eravamo pronti a gestire la complessità della prova di Bucarest, certamente non perché ci fossimo preparati appositamente per il contest, ma perché venivamo da mesi di sviluppo intenso per portare in produzione una soluzione di firma remota in grado di rispondere alle attese del mercato. Il contest è stato, dunque, un banco di prova praticamente naturale”, sottolinea Daniele Ribaudo, Product Owner Firma Digitale di Intesi Group.

Anche durante i test in sala, la squadra ha dimostrato reattività e solidità tecnica. Marco Monacelli, Senior Software Developer e PKI Expert di Intesi Group, descrive così quei momenti:

“In queste situazioni, nessuno può arrivare con la propria soluzione in condizioni già perfette: tali test rappresentano, anzi, l’occasione migliore per sistemare tutte quelle cose che possono essere ancora migliorate. Abbiamo così effettuato dei micro-fix, cioè dei piccoli aggiustamenti di quanto già sviluppato. Ma, al contempo, la base della nostra soluzione si è dimostrata notevolmente solida. Tant’è che – durante il contest, man mano che sulla matrice di compatibilità si moltiplicavano le spunte verdi in corrispondenza della nostra soluzione – in tanti hanno voluto metterla alla prova. E, con orgoglio, posso dire che siamo riusciti a reggere brillantemente la sfida.”

La vittoria: il suggello a lunghi mesi di impegno

Al termine delle due giornate di lavori, Intesi Group è stata nominata vincitrice del CSC Interoperability Event 2026. Un riconoscimento che premia le eccellenti prestazioni del team e il suo impegno nel promuovere l’ecosistema delle API CSC, ma che – come sottolinea chi ha vissuto quei giorni – è il frutto di una combinazione vincente: spirito di squadra, competenze specialistiche esclusive e una conoscenza approfondita della propria soluzione di firma remota.

I riscontri ricevuti dopo l’annuncio della vittoria – da clienti, prospect e altri player del settore, sia direttamente sia attraverso i social media aziendali – hanno superato ogni aspettativa, confermando la rilevanza strategica dello standard CSC e la reputazione di Intesi Group come punto di riferimento per la firma remota a livello europeo: “È cresciuta la consapevolezza nelle nostre capacità di sviluppo e nella qualità delle soluzioni che proponiamo al mercato, ispirate ad eccellenza tecnica e innovazione responsabile” aggiunge Marco Monacelli.

Oltre il podio: il valore dell’esperienza condivisa

Se la vittoria è il risultato più tangibile, i quattro protagonisti di Bucarest concordano che il valore dell’esperienza va ben oltre il podio.

“Il ricordo più bello, oltre la vittoria del contest, resterà il clima stimolante e collaborativo che si è subito instaurato tra tutti i partecipanti. La missione comune era valutare la solidità del nuovo standard, e in quei due giorni di lavoro intenso sono emersi spunti interessanti, alcuni addirittura inaspettati. Un bel laboratorio di idee! E il merito va anche agli organizzatori: per questo a certSIGN, e in particolare il suo Research & Innovation Director George Gugulea, va il sincero ringraziamento di tutto il team Intesi Group” conclude Daniele Ribaudo.

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